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Kawaii Kakkoi Handmade

Oggi vi racconto la storia di un brand “Kawaii Kakkoi Handmade” e della mente che si cela dietro questo mondo colorato, buffo, sgargiante, sbarazzino, tutti appellativi di cui il marchio si veste con la stessa naturalezza della bella stagione che arriva.
L’ispirazione arriva da lontano, dal paese del sol levante aggirando volontariamente tutti quei meccanismi tipici delle strategie del mercato che fanno delle tendenze il marchio a fuoco della selezione naturale per eccellenza. Essere sempre in senza rischiare di diventare out a causa dei tempi economici, a causa delle tendenze che passano e si dimenticano, questo il primo obiettivo di Kawaii Kakkoi Handmade e del ragazzo del sud che ne è l’anima.
Ma non vogliamo anticiparvi altro, giusto il suo nome, Antonio, perchè il resto ci piace farcelo raccontare da lui.
Allora benvenuto Antonio, ti presentiamo ufficialmente alle lettrici de Le Frivolezze di B, qualcosa di te l’abbiamo anticipata noi, ma il resto lo lasciamo fare a te, una cosa di certo ci ha colpite, il fatto che dietro ad un marchio dedicato alla donna così sbarazzino, divertente, irriverente ed originale ci sia la mente di un creativo, il primo creativo-uomo che ci è capitato di incontrare. Come fa un uomo ad “indovinare” – passaci il termine – così intimamente i desideri e i gusti di una donna? Hai una musa ispiratrice sulla quale vedi alla perfezione i tuoi bijoux?
Capita spessissimo che le clienti, approdate per la prima volta sul profilo Facebook o sul Myspace, mi contattino per avere informazioni sui bijoux rivolgendosi a me al femminile, dando per scontato, cosa piuttosto comprensibile a dire il vero, che dietro a creazioni tanto fortemente girly ci sia la mano sottile e affusolata di una dolce ragazza coi codini. E’ assai divertente rivelare loro che la mano gentile che immaginano è in realtà grande come un fresbee e attaccata al corpo di un ragazzo alto quasi un metro e ottanta, con tanto di baffi! Le reazioni sono sempre piuttosto buffe e si finisce immancabilmente col riderne insieme alle clienti stesse. L’essere scambiato per una creatrice ormai è diventato per me quasi un vanto, perché l’essere riuscito a costruire un’illusione tanto perfetta mi spinge a credere di aver raggiunto pienamente il mio scopo. L’abilità che mi attribuisci nasce probabilmente dal fatto che provengo da una famiglia prettamente al femminile fatta di nonne, madri, sorelle, zie e una quantità straordinaria di cugine (da bambino trovare qualcuno con cui giocare a guardie e ladri era una vera impresa!). Crescere sentendo parlare di moda, tessuti, materiali da merceria mi ha lasciato, volente o nolente, un imprinting che mi è rimasto -è proprio il caso di dirlo- cucito addosso. Inoltre, come tutti gli artigiani della moda che si rispettino, sono un ottimo osservatore e quindi interprete del desiderio altrui. Spesso mi basta guardare anche solo per un attimo una ragazza per capire quale delle mie creazioni sarà in grado di colpirla maggiormente. Ad essere sinceri non ho una musa. Sono i concetti, le idee, i colori e le forme a darmi l’ispirazione. Il passo successivo è dare loro concretezza in qualcosa che sia indossabile con allegria e senza troppi pensieri non da un particolare tipo di donna, ma da chiunque sia disposta a giocare col suo look sempre o anche solo per sfizio di tanto in tanto.

Quindi quale tipo di donna è adatta ad indossare le tue creazioni?
Lo spirito vivace e fumettistico del mio brand ne ha fatto una ricercata consuetudine per tutte le amanti dello stile ironico, colorato e sopra le righe. Ed è per questo che Kawaii Kakkoi Handmade sta diventando un nome di riferimento per tutte quelle ragazze e giovani donne che non amano prendersi troppo sul serio e che rifiutano categoricamente di appiattire il loro gusto personale pur di essere “alla moda”. Se l’abito deve spesso sottostare a regole sociali (su un luogo di lavoro non si potrà certo indossare una mini e un top) sono dell’idea che un accessorio estroso sia sempre (se scelto con un po’ di buon senso, ovviamente) permesso, ovunque e a tutte le età. Io aiuto tutte le donne che lo desiderino a dimostrare la propria positività agli altri proponendo loro di indossare “un sorriso” anche su una mise -o una giornata- poco divertente.
La nascita Kawaii Kakkoi Handmade è legata a qualche avvenimento, aneddoto o situazione in particolare che ami ricordare?
Kawaii Kakkoi Handmade è nato esclusivamente grazie allo sprone di una mia carissima amica e vecchia compagna di scuola, Valentina. Fu lei la prima a dedicarsi ai bijoux artigianali partecipando ad alcuni eventi creativi locali, e sempre lei a trascinarmi in questa avventura proponendomi di condividere uno stand durante una fiera artigiana della mia città. Da allora sono passati molti anni. Adesso ho il mio piccolo, intimo ma ambizioso brand “Kawaii Kakkoi Handmade” e lei, con la sorella Laura, ha dato vita ad un fortunatissimo marchio cui “Le Frivolezze di B”e i suoi lettori non sono nuovi: “La Bottega di Zanzu”.

Dalla tua bio sul Myspace leggiamo della passione per il Giappone che hai visitato spesso e che ti ha suggerito da subito le due anime dello stile che oggi caratterizza il marchio Kawaii Kakkoi Handmade. Come è scoccata la scintilla per quella terra e soprattutto in che modo nel concreto ha influito sul tuo lavoro?
La passione per il Giappone nasce in virtù del mio interesse per il design in ogni sua forma espressiva (se l’Italia è la “madre” del design occidentale, il Giappone è senz’altro il “papà” di quello orientale) e tutto ciò che è estraneo, straniante e differente. E quale luogo al mondo, più del Nihon, racchiude in sé tanti estremi, contrasti e paradossi? Un popolo che fa dell’essenziale un vero e proprio culto ma che esplode in un caleidoscopio di colori ed eccesso nella moda e nel design urbano; che non sa rinunciare al silenzio contemplativo di una passeggiata sotto ciliegi in fiore e neppure al frastuono di una sala Pachinko; che è ossessionato dalla propria tradizione ma che le contrappone una corsa al progresso da lasciare senza fiato. Sono tuttavia gli aspetti meramente estetici, piuttosto che gli antropologici, ad influenzare il mio lavoro. I giapponesi hanno tante inibizioni e tabù, sono estremamente conformisti… eppure -l’ennesimo contrasto- non si vergognano di giocare col loro aspetto avendo la consapevolezza che non saranno discriminati per questo. La libertà che hanno, uomini e donne, di divertirsi pasticciando e sperimentando con il look è qualcosa che qui in Italia farebbe additare con scherno e diffidenza. Teste lampone cotonate, lenti a contatto colorate, abiti –spessissimo fatti a mano, in casa- che sanno di cartone animato o di futuro, mille accessori diversi sovrapposti. Insomma, l’ideale mecca del “nuovo, divertente e personale” da cui attingere per realizzare qualcosa di fresco e inedito per il mercato italiano!
Il nome che hai scelto per il tuo brand ci fa pensare che ci sia stata una lunga riflessione dietro, raccontaci dell’origine di questo e cosa ti ha spinto a scegliere le parole Kawaii e Kakkoi.
La scelta del nome del brand non è casuale. “Kawaii” e “kakkoi”, difatti, aggettivi gergali di uso estremamente comune tra i giovani giapponesi, ho pensato aiutassero a definire da subito le due anime del mio stile. Non a caso “Kawaii” identifica tutto ciò che è dolce, “pastelloso”, soffice e grazioso in un modo spesso buffo; “Kakkoi”, di contro, tutto ciò che è cool, uno spiccato carisma più che un look specifico, un gusto ricercato e maggiormente aderente al fashion e all’idea di sperimentazione. Ho cominciato da poco a creare accessori maggiormente aderenti alle tendenze moda del momento. Alcune clienti volevano bijoux meno “baby” e chic ma con la mia impronta caratteristica. Sono talmente contento di questa nuova svolta “kakkoi”che credo sia possibile ipotizzare la nascita di due linee ben distinte in grado di abbracciare un target di età ancora più ampio.

Come lavori ai tuoi bijoux? Esiste un progetto a monte di ogni realizzazione o ti lasci trasportare dall’improvvisazione?
E’ raro che mi lasci trasportare dall’intuizione del momento. Mi permetto di farlo solo di tanto in tanto, lavorando con la polymer clay. La lavorazione di materiali come il lenci e i tessuti, decisamente lunga e che meno si presta ad improvvisazioni, richiede molta pazienza e disciplina. Si parte da uno schizzo cui segue lo studio di un design meticoloso e dettagliato nelle forme e nelle misure e si procede poi con la realizzazione delle sagome, con la marcatura dei tessuti, il taglio e poi l’assemblaggio. Nulla è lasciato al caso. Improvvisare nel cucito significa quasi certamente andare incontro ad inconvenienti poco piacevoli! Per natura, inoltre, sono una persona estremamente metodica e precisa che ama curare il singolo punto di cucitura perché il risultato sia sempre “perfetto”.
Ogni pezzo è sempre diverso da un altro e al di là delle tendenze e delle mode del momento, oltre concetti quali omologazione e fatto in serie, qual’è il valore aggiunto che ti senti di attribuire ad ogni tua creazione? Insomma chi meglio di te può convincerci della vera originalità dei tuoi bijoux?
Amo tutte le mie creazioni perché sono frutto di molte ore di lavoro, se non addirittura giorni, e, nel mio piccolo, di un impegno progettuale volto ad offrire alle clienti qualcosa di unico, che non dia mai la sensazione di deja-vu. Il kawaii è uno stile ormai in voga da qualche tempo ma scovare artigiani che abbiano avuto la volontà o il coraggio di reinterpretarlo e farlo proprio mi pare impresa piuttosto ostica. Cavalcare l’onda nel momento del successo di un trend può essere facile. Rimanervi in sella grazie all’elaborazione di una personalizzazione che renda quel trend momentaneo una formula capace di durare nel tempo è ben altra cosa. Mi preme inoltre sottolineare che i miei bijoux non sono solo handmade ma TOTALLY handmade… Non uso neppure una macchina da cucire perché sono dell’idea che un punto fatto a mano trasmetta un “calore diverso”… ho scelto, infine, nella realizzazione dei bijoux in polymer clay, di evitare l’utilizzo di stampi e formine. Anche se ciò raddoppia i tempi di produzione e dimezza, di conseguenza, il numero di articoli da proporre alla clientela, trovo che l’adoperare “aiuti” preformati industrialmente dia comunque un senso di “seriale” che non si accorda con la mia filosofia. Il mio motto è “produzione ridotta, alta qualità”.
Cosa vuol dire per te essere diversi dalla massa?
Come artigiano ritengo che essere differenti dalla massa oggi sia meno difficile di quanto si pensi, almeno nel mio settore. In un momento di crisi qual è quello che stiamo attraversando, sono moltissimi coloro che si improvvisano artigiani per arrotondare uno stipendio (per i fortunati che ne hanno uno!) o per guadagnare qualche extra. La differenza la fanno l’originalità, il buon gusto e la qualità dei materiali, la capacità di saperli proporre con garbo alle clienti mettendole a proprio agio, saper interpretare gli input e non assecondare le mode passivamente.
Come persona, invece, il discorso è ben più complesso. In una società che ci massifica senza farcene accorgere, anche l’essere diversi spesso scade in una sorta di omologazione. Credo che sforzarsi di essere “oltre” o “altro” sia sempre e comunque un errore. Ciò che fa di una differenza un valore aggiunto e non una stramberia gratuita è un carattere autentico, uno stile personale, qualcosa di rilevante da comunicare, un modo d’essere, non di porsi. Quest’interiorità, tornando al mio settore, può essere però esternata anche tramite un accessorio o un capo d’abbigliamento (se handmade, e quindi unici, tanto meglio!), un taglio di capelli e così via… sono tuttavia un di più che non rende materialmente differenti ma che testimonia solo la propria differenza agli altri!
Qual’è l’articolo più apprezzato dalle tue clienti?
Le clienti mi richiedono soprattutto collane. I modelli più amati sono stati, e continuano ad essere, le mie Little Red Riding Hood (ogni replica è stata personalizzata per renderla unica), le Folk Matrioska, le geishe e le kokeshi in polymer clay (temi che mi piace reinterpretare ad ogni stagione) e le mini collection a tema in genere. Una su tutte la “Alice in KawaiiKakkoiland” diventata un piccolo cult che tutte mi chiedono di riproporre ma che difficilmente rivedrà la luce. Mi piace creare solo pezzi unici o edizioni limitatissime per mantenere costantemente in movimento la mia creatività e dedicare più tempo possibile a nuove sperimentazioni piuttosto che alla replica di modelli che hanno già dato tutto ciò che potevano. Una scelta commercialmente poco furba, probabilmente… ma di certo più appagante per il sottoscritto.


Come e dove possono contattarti le nostre lettrici per acquistare le tue creazioni?
C’è l’imbarazzo della scelta!
Le mie clienti possono raggiungermi facilmente tutti i giorni, tutto il giorno tramite il servizio di posta interno di Facebook chiedendo l’amicizia al mio profilo.
Per le novità in anteprima consiglio di iscriversi alla Facebook Fanpage.
Da poco sono presente con una piccola selezione di pezzi sul sito di shopping on line di artigianato da tutto il mondo Artesanum, il Myspace e un blog sono attivi ma ancora in fase di sviluppo.
Per le mie concittadine e tutte coloro che si trovassero a passare per turismo dalla mia bella Catania, consiglio vivamente di fare un salto da “Juna”, una bottega piccola ma golosamente farcita di mille accessori artigianali. Ovviamente troverete anche un corner dedicato a Kawaii Kakkoi Handmade! La bella e dolcissima titolare Paola vi aspetta in via Bicocca 22, nel cuore del centro storico della città.
Ed ora prima di lasciarci…progetti in cantiere?
Dopo l’uscita della collezione primavera/estate mi prenderò un po’ di meritato riposo per ritrovare nuovo slancio creativo da infondere nelle creazioni per l’autunno/inverno. Da bravo ometto, pur amando ciò che faccio, sento il bisogno, tra una collezione ed un’altra, di prendermi delle pause per dedicarmi anche ad altre passioni, ben distanti dal mio lavoro di artigiano. Difatti, se la fase progettuale è sempre e comunque gradevole e stimolante, la realizzazione pratica dei bijoux è lunga e spesso davvero stancante. Essere un uomo con mani da giocatore di basket e lavorare a ciclo continuo a creazioni tanto femminili quanto dettagliate non è esattamente un processo immediato e fluido! Posso però preannunciarvi che col ritorno della stagione fredda vorrei provare ad introdurre un nuovo genere di articoli alla mia serie di accessori. Per ora non anticipo nulla di rivelatorio… vi lascio con questa piccola curiosità per qualche mese…












che intervista approfondita! Complimenti ad Antonio per la sua originalità e la passione (perchè si vede che ce n’è tanta). Queste creazioni sono strabelle!
Complimenti Antonio!
Bellissimi soprattutto gli orecchini a forma di panino, sono troppo carini. Grazie B per questa bella intervista, effettivamente è la prima volta che ci parli di un ragazzo con così tanto buon gusto! Voglio tuttoooooo
Ma per i prezzi bisogna contattarlo personalmente? Giusto per farsi un’idea.
Grazie Babby! E grazie infinitamente a chi ha commentato e, spero, commenterà
@ AnnaLia: i prezzi sono disponibili su richiesta. Basta contattarmi con un semplice messaggio di posta su Facebook. Risponderò in breve tempo!
Un abbraccio a tutte
Antonio
3 giorni che non seguo il blog e mi tiri fuori dal cilindro tutto sto popò di post? eh noooooeh! mica lo sapevo che mi aspettava un ripasso per mettermi in pari.
Cmq scherzi a parte gli orecchini con il panino sono sfiziosissimi potrebbero essere il giusto compromesso per una come me, ottima forchetta!
Ciao Antonio e complimenti, le tue creazioni sono belle belle belle.
Bacio********
xxx