Capitalism: a love story
Il salto dalla gag verbali e visive all’azione non poteva essere rimandato oltre. Così ieri sera sono andata al cinema a vedere quel film di cui tanto si è parlato “Capitalism: a love story” - da ieri al cinema – un film di Michael Moore e di chi se no?
“In una società in cui può esistere un gruppo immobiliare che si autodefinisce gli Avvoltoi (il cui compito è acquistare a prezzi stracciati case già pignorate per poi rivenderle facendo profitti) e in cui la classe media vede falcidiati i propri beni primari dalla rapacità di banche prive di qualsiasi seppur remoto scrupolo, Moore non può sentirsi a suo agio. E non può non solidarizzare con chi pensa che i rapinatori non siano solo quelli proposti in sequenza nelle immagini delle televisioni a circuito chiuso di banche e negozi. Oggi ci sono rapinatori che agiscono sulla sorte di milioni di persone. Qualcuno di loro comincia a pagare ma l’indignazione non è ancora giunta al livello necessario.
Il livello di cui Franklin Delano Roosevelt aveva fatto proprie le istanze ipotizzando una nuova Costituzione Americana in cui i diritti fondamentali dei cittadini venissero riconosciuti in modo assolutamente dettagliato e inequivocabile. Il Presidente morì prima di essere riuscito a farla diventare legge. Oggi il popolo americano paga questo vuoto legislativo con i posti di lavoro persi e le abitazioni letteralmente divorate da avvoltoi di diverse specie. Moore, da vero americano, auspica un ritorno al passato perché la parola futuro possa tornare ad avere un significato positivo. Quando mostra vescovi e sacerdoti schierarsi senza indugio a fianco di chi sta perdendo il lavoro viene in mente l’abusata terminologia nostrana ‘cattocomunista’. Non si tratta di ‘comunismo’ in questo film ma di diritti basilari che la ricerca sfrenata del guadagno non può mai (in nessuna occasione e per nessun pseudo motivo di ‘interesse generale’) calpestare.
Moore porta come esempio positivo, tra le altre, la nostra Costituzione. Faremmo bene ogni tanto a rileggerla. Magari dopo avere vistoCapitalism: A Love Story.” – Mymovies -
Per chi non lo sapesse Moore non passa proprio tutto il suo tempo a cercare di oltrepassare le sicurezza nelle banche americane carico di sacchetti con lo stemma del dollaro stampato nel vano tentativo di farsi restituire i soldi sottratti alle famiglie americane, tra un tentativo di incursione e l’altro scrive anche libri. A questo proposito per non fare la figura dei finti saccenti vi consiglio di fare un salto a la Feltrinelli e dare un’occhiata alla sezione “politica internazionale” sotto la lettera M, di Moore. Il titolo del libro è “Chiedilo a Mike” ( Mondadori 15 €) una sorta di analisi pungente della democrazia americana nella quale fatti e humour, prese in gira e denunce, analisi e racconto si mescolano saggiamente e se poi non dovesse piacervi consolatevi pensando che almeno vi siete fatti due risate!












Ho visto un po’ di tempo fa “Sicko”, film documentario di Moore sul sistema sanitario americano. Da brividi! Anche lì ti viene da pensare che tutto sommato il nostro sistema sanitario, per quanto a volte disastrato, non abbia nulla da invidiare a quello americano! Speriamo che il buon Obama riesca a dargli una parvenza di umanità!
Grazie per la dritta sul libro!
Di nulla Alessandro, sono certa lo troverai interessante. Di “Sicko” ho sentito parlare molto proprio per questo è nella mia lista dei film da vedere! Grazie anche a te per la dritta!
Vado subito a vederlo!
..Sicko…Già visto!E vi dico la verità..Non riuscirei a passare una vacanza serena negli Stati Uniti dopo la visione di Sicko!
Alessandro ha ragione: in Italia tutto sommato non devo “vendere casa” se mi rompo una gamba!
beh i turisti non sono cittadini americani per loro c’è un’assicurazione stipulata prima della partenza che ti permette di stare sereno, è a discrezione personale, se non vuoi non la fai o ne fai una a basso costo ma per un’assicurazione completa hai copertura totale, fortunatamente in questo caso siamo solo turisti che restano sul suolo americano il tempo di una vacanza, è come andare in Africa senza vaccini, o in Messico senza le dovute precauzioni sul posto, potete farlo se volete ma a rischio di non stare sereni, perchè rovinarsi la vacanza per stare in pensiero? Stipulate un’assicurazione completa!
Giusto!